© Franco Fasciolo 2009/18








L'otturatore


Uno degli elementi più complessi di una macchina fotografica è sempre stato l'"otturatore". L'otturatore è un dispositivo che impedisce alla luce, proveniente dall'esterno (tramite l'obiettivo), di raggiungere la pellicola o il sensore e ne consente il passaggio, al momento dello scatto, solo per un tempo determinato, cioè il tempo di esposizione.
La ragione della complessità di questo elemento dipende dal fatto che esso è sottoposto a un duro stress meccanico, quindi richiede una altissima resistenza, ma allo stesso tempo deve effettuare spostamenti, aprendosi, spesso rapidissimi arrivando all'ordine dei millesimi di secondo. Semplificando, in fisica e in meccanica, ciò si traduce nell'avere la minima "quantità di moto" del dispositivo durante l'azione. Dovendo mantenere massima la velocità di spostamento, quindi, sarà indispensabile che tale elemento assuma una massa minima:

q=m*v (quantità di moto = massa*velocità)

Esistono due tipologie di otturatore:
  • centrale: formato da lamelle ad apertura radiale e generalmente presente all'interno dell'obiettivo (con tempi massimi generalmente fino a 1/500 o max 1/1000;
  • a tendina: formato da lamelle a scorrimento verticale o orizzontale, generalmente posizionato in prossimità del piano focale sul corpo macchina (con tempi massimi anche di 1/8000).
Oltre l'aspetto fondamentale della quantità di moto, lo spostamento dell'otturatore a tendina necessiterebbe di uno spazio pari al doppio della sua dimensione. Immaginate un'anta scorrevole dell'armadio: per aprire quell'anta avreste bisogno di uno spazio pari alla sua dimensione dove posizionarla mentre la aprite. Quindi, migliorandone anche la struttura meccanica e la rigidità, l'otturatore è costruito da una serie di tendine connesse una all'altra, che per analogia potrebbero essere immaginate come una serie di ante scorrevoli, più piccole di quella considerata nell'esempio precedente. Immaginate che questa sia divisa in cinque ante più piccole e che tutte siano scorrevoli su binari sovrapposti e paralleli; potremmo aprire tutto l'armadio sovrapponendo tutte le ante sulla dimensione di una delle 5 avendo così un'apertura totale della dimensione richiesta. L'otturatore è disposto su un piano complanare a quello della pellicola o del sensore. Inizialmente le tendine erano in stoffa per mantenere la leggerezza, mentre ora sono per la maggior parte metalliche e le migliori in materiali particolari di maggior resistenza e minor peso. Esempio degli enormi passi nella tecnologia dei materiali è rappresentato dall'otturatore delle reflex di ultima generazione, come ad esempio la Nikon D4, costituito da tendine in materiale composito di kevlar e fibra di carbonio, che ne riduce l'usura e ne allunga la vita. Fino a qualche anno fa la modalità di funzionamento dell'otturatore era completamente meccanica, sia in fase di armatura che in fase di rilascio. Attualmente invece le fasi sono assistite da attuatori magnetici che assistono tutta la meccanica e consentono di armare le tendine con molta rapidità. Di seguito vi mostrerò un otturatore a tendina (doppia) a scorrimento verticale dove sarà visibile tutta la parte meccanica, gli attuatori magnetici, e le due serie di tendine.


Blocco otturatore Meccanica otturatore
Blocco otturatore;
Meccanica otturatore;

Al momento dello scatto l'otturatore si apre per un determinato tempo, lasciando entrare la luce; questo avviene con lo spostamento delle tendine sopra citate, che si spostano lungo una guida verticale, per poi tornare allo stato iniziale. Tutto ciò avviene in maniera coordinata tra attuatori, meccanica di armatura e rilascio e spostamento delle tendine.


Meccanica di armatura e attuatori magnetici Struttura delle tendine
Meccanica di armatura e attuatori magnetici;
Struttura delle tendine;

Per rendere uniforme l'esposizione dell'intero fotogramma la struttura dell'otturatore deventa più complessa adottando una doppia tendina. Se si adottasse una sola tendina potrebbe accadere che il lato di apertura della tendina sia esposto per un tempo di molto superiore rispetto al lato dove la tendina invertirà il suo senso di scorrimento per tornare sul lato di chiusura. Con l'aggiunta della seconda tendina si compensa questa disparità di esposizione, cosi per tempi lunghi l'esposizione avverrà con l'apertura della prima tendina (verso il basso), per essere poi raggiunta dalla seconda, in chiusura, che terminerà l'esposizione. Per tempi veloci allo scatto partirà la prima tendina, avviando l'esposizione, che verrà seguita dalla seconda tendina, chiudendo l'esposizione. Si avrà pertanto una finestra di altezza proporzionale al tempo di esposizione, che idealmente scorrerà per tutto il fotogramma, dando un'esposizione eguale su tutto il fotogramma. Di seguito è visibile la seconda tendina, distinguibile dal colore leggermente più scuro e anche la guida di spostamento che ne consente la totale apertura, mentre sulla seconda immagine sono ben visibili le sottili guide di scorrimento verticale.


Vista della seconda tendina Guide di scorrimento delle due tendine
Vista della seconda tendina;
Guide di scorrimento delle due tendine;

Di seguito vi mostro le due tendine meglio visibili sovrapposte.


Blocco manuale delle tendine Particolare delle due tendine sovrapposte
Blocco manuale delle tendine;
Particolare delle due tendine sovrapposte;

In breve ed in maniera semplicistica ecco visibile la funzione dell'otturatore:


Otturatore chiuso Otturatore completamente aperto
Otturatore chiuso;
Otturatore completamente aperto;

Credo sia inutile sottolineare la fragilità delle tendine se sottoposte a pressioni laterali rispetto al suo verso di movimento, quindi non fatevi venire in mente di accederci con utensili se non volete distruggerlo prima del suo ciclo di vita che generalmente è garantito e testato per circa 150.000 scatti (quelli di ultima generazione oltre i 400.000).

L'otturatore
Aggiornato: 13 Agosto, 2018

© Franco Fasciolo 2009/18