© Franco Fasciolo 2009/13







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Qualsiasi corso di fotografia, comincia con l’enunciare gli errori più comuni da evitare ed i consigli per scattare delle foto ben riuscite e godibili. Molti di questi errori sembrano banali, ma analizzando le nostre foto scopriremo che di certo siamo incappati anche noi in qualcuno di questi.

Gli errori più comuni in fotografia
Gli errori del fotografo neofita (e non) sono raggruppabili in due gruppi di errore:

1) errori di tecnica (esposizione, tempi, diaframmi, bilanciamenti...)
2) errori di composizione (soggetti non interessanti, errato bilanciamento delle componenti la composizione, orizzonte storto...)

L'errore piu frequente che viene commesso dai fotografi principianti è quello di centrare tutti i soggetti all'interno della scena. Quando viene inquadrata una persona la si pone al centro del fotogramma, quando si fotografa un paesaggio la linea dell'orizzonte viene posizionata al centro. Questo è un grave errore fotografico che pregiudica la composizione delle nostre immagini. Molte delle nostre fotografie paesaggistiche comprendono la linea dell'orizzonte, posizionarla al centro comporterebbe un disorientamento dell'osservatore, il quale non riuscirebbe a interpretare il messaggio, l'emozione o l'idea che volevamo trasmettere. Gli antichi pittori greci per rendere più armoniosi i loro dipinti, utilizzavano la proporzione aurea per separare gli elementi all'interno della scena; questa tecnica è giunta a noi con il nome di "regola dei terzi". Questa regola stabilisce che, per valorizzare l'immagine, l'orizzonte va posto sui due terzi superiori oppure sui due terzi inferiori, a seconda di quale parte della scena riteniamo sia la più importante. Se decidiamo che la zona piu significativa sia sotto l'orizzonte, allora è consigliabile posizionare la linea dell'orizzonte in alto e viceversa.


Appartengono al primo gruppo

1) IMMAGINE MOSSA: Il problema può presentarsi in varie situazioni, ma in particolare con tempi di scatto lunghi che determinano una foto poco nitida. Il problema è legato ai movimenti delle nostre mani che determiniano micromosso, al movimento dei soggetti nella scena ed a vari altri fattori. Quando si può è preferibile sempre usare un treppiede, ma se non è possibile bisogna innanzitutto scattare con tempi rapidi. La regola generale vuole di scattare con tempi almeno equivalenti al reciproco della lunghezza focale dell’obiettivo. Ad esempio con un obiettivo di 200mm, il tempo minimo per una immagine non mossa è di 1/200. Se si possiede uno stabilizzatore è necessario attivarlo.

Movimento della mano;
Movimento del soggetto;

2) IMMAGINI SFOCATE: questo problema si presentava maggiormente quando la messa a fuoco era manuale. Tuttavia anche i veloci autofocus moderni a volte “falliscono” per problemi di scarsa illuminazione o a causa di soggetti in movimento troppo veloci. Inoltre, per assurdo, ancora oggi, è meglio utilizzare la messa a fuoco manuale quando ci sono elementi grafici ripetitivi, superfici specchiate, riflessi o se si vuole mettere a fuoco un soggetto in secondo piano attraverso altri elementi che si trovano in primo piano, quali una rete, delle sbarre o altro.

Scarsa illuminazione e soggetto mosso dal vento;
Superficie specchiata;

3) IMMAGINI SOVRAESPOSTE: è un errore gravissimo ed il più delle volte irrecuperabile. Avviene quando “bruciamo le alteluci”, ovvero facciamo entrare troppa luce nell’obiettivo o per troppo tempo. L’immagine risulta troppo chiara, con i colori slavati e peggio di tutto abbiamo perso dettagli irrecuperabili nelle zone di luce forte. Quindi in taluni casi dove l’esposizione è difficile poichè vi è molta luce, è preferibile scattare in RAW con una leggera sottoesposizione, che può poi essere corretta tranquillamente in fase di sviluppo del file “grezzo” senza perdere dettagli.

Alte luci bruciate;
Esposizione Corretta;

4) BILANCIAMENTO DEL BIANCO: significa far apparire il bianco come bianco e senza dominanti di altri colori. E’ un problema non più gravissimo con le attuali reflex digitali. Sarà sufficiente scattare in RAW per poter poi in fase di post correggere eventuali dominanti di colore dovute all’illuminazione della scena. In generale scattando in automatico in esterno si attengono quasi sempre buoni risultati. Il problema lo si ha di più in interno, in special modo con le luci al tungsteno o con le luci al neon dove si ottengono il più delle volte scene rispettivamente con dominanti arancioni e blu/violacee. Tuttavia con i programmi allegati alle macchine digitali o con CAMERA RAW di ADOBE è facile provvedere trovando la giusta “temperatura” (espressa in gradi Kelvin) affinchè il bianco diventi bianco e tutta la scena riacquisisca il giusto colore.

Presenza di dominante azzurra;
Dominante eliminata con il bilanciamento;




Appartengono al secondo gruppo

1) ORIZZONTE STORTO: questo è il primo errore del principiante ed è universalmente disapprovato da chiunque guardi una foto con un occhio un pò più critico. In realtà bisogna cercare di tenere l’orizzonte dritto mentre si scatta, tuttavia se proprio dovesse “pendere” si dovrà comunque subito provvedere a “raddrizzare” con un leggero ritocco in Photoshop (strumento righello) o in un’ altro programma di fotoritocco.

Pendenza dell'orizzonte;
Pendanza dovuta al dondolio;

2) COMPOSIZIONE: ci sono mille piccoli trucchi per rendere una composizione più interessante, di certo il punto principale è: evitare di mettere i soggetti al centro della foto. Ecco altri suggerimenti:
A) è preferibile pensare alla foto come attraversata da un griglia immaginaria di due x due linee, che si intersecano a croce formando 9 quadrati (REGOLA DEI TERZI) ; i punti dove l’occhio cade per primo sono le “intersezioni” delle croci, quindi è bene cercare di far coincidere con queste intersezioni il punto di interesse del soggetto (occhi, teste, visi. spigoli, figure etc.), per donargli rilievo.
B) non affollare la scena; meno soggetti o cose ci sono nella foto più c’è la possibilità di metterne qualcuno in evidenza.
C) creare dei punti di interesse; spesso vediamo bellissimi paesaggi, mari sterminati, deserti etc. senza alcun oggetto o figura che attragga il nostro sguardo, non va quasi mai bene, tranne che per pochi geni della fotografia, poichè in questi casi la foto risulta troppo anonima e priva di interesse.
D) utilizzare punti di vista non usuali; questo è un utile trucco per far sembrare, come straordinarie ai nostri occhi, cose usuali. Se fotografiamo un fiore dall’alto, così come lo vediamo tutti i giorni, ci sembrerà banale, ma se lo fotografiamo da una prospettiva differente ad esempio lateralmente, ci sembrerà qualcosa di totalmente nuovo. Un palazzo ripreso dall’alto anzichè dal basso, come lo vediamo ogni giorno, ci sembrerà qualcosa di nuovo ed interessante.
E) utilizzare le fughe; ovvero utilizzare linee (ad esempio viali, strade, etc.) che “conducano” l’occhio dal bordo della scena verso il centro, vedrete che questo risulterà, una volta acquisita come tecnica, un ottimo modo di rendere una foto davvero interessante.

Regola dei terzi;
Regola dei terzi + diagonale;

3) FIGURE TAGLIATE: spesso capita di vedere foto di soggetti a figura intera tagliati nei modi più strani…senza piedi, senza un braccio, tagliati a metà o chissà cos’altro. In generale è preferibile non tagliare, ma se proprio la composizione della foto lo impone (ad esempio un mezzo busto), è preferibile farlo in modo “armonioso” ad esempio tenendosi lontani dalle giunture (gomiti, ginocchia, polsi etc.). Dovendo “tagliare” un braccio facciamolo al centro del braccio o dell’avambraccio tenendoci lontano dalla giuntura del gomito o del polso.

Frequentissimo il taglio degli arti o della testa;
Anche gli oggetti non devono essere tagliati;

4) SFONDO E STRANI OGGETTI CHE SPUNTANO DALLE FIGURE: altro errore tipico, il palo che esce dalla testa della figura, un tetto che fa da copricapo…in realtà questo si inquadra nell’ambito del curare lo sfondo. Molto spesso facciamo attenzione ai soggetti in primo piano, ma poi scopriamo che lo sfondo è davvero pessimo. Per poter evidenziare un soggetto è preferibile tenere lo sfondo il più semplice possibile. Evitiamo (a meno di non voler riprendere scene particolari) cavi dell’alta tensione, pali, costruzioni fatiscenti. Un escamotage potrebbe essere, in particolari situazioni, di sfocare lo sfondo aprendo al massimo il diaframma dell’obiettivo (aperture 1.4, 1.8, 2.8) riducendo drasticamente la “profondità di campo” (PDC).

Sfondo confuso che distoglie l'attenzione;
Fili d'erba di disturbo sullo sfondo;

5) PROSPETTIVA DISTORTA: questo è un punto delicato; il fatto è che fotografando palazzi, grattacieli, monumenti dal basso inevitabilmente vengono a crearsi linee non dritte, che si restringono verso il cielo, creando il più delle volte dei “rombi”. Ciò è considerato un errore ed il più delle volte lo è; in determinate situazioni artistiche, le distorsioni se e solo se sono armoniose, non ci stanno male. Comunque in generale è preferibile raddrizzare le linee delle distorsioni e degli “effetti barilotto” (problema evidente, il più delle volte, nelle ottiche di minor valore), onde evitare critiche. L’operazione è piuttosto semplice in Photoshop o in altri programmi di fotoritocco.

Prospettiva distorta dal basso punto di ripresa;
Distorsione prospettica corretta con PS;

6) CONTROLUCE e FLARE: Molti dicono che non bisogna scattare con il sole di fronte. Eppure ci sono situazioni nelle quali lo si fa volutamente e con ottimi risultati (vedi le silhouette, i tramonti, etc.), ma in questi casi bisogna fare attenzione alla sottoesposizione. Con il sole di fronte la macchina il più delle volte non riesce a calcolare la giusta esposizione a causa dell’eccesso di luce in alcune zone della scena, quindi succede di avere foto molto scure dove non si distingue granchè. Si può tentare di regolare l’esposizione a mano o provare una rilevazione spot sul soggetto principale; in alcuni casi si può provare a sovraesporre di 1/2 o uno stop e riprovare finchè non si raggiunge la giusta esposizione oppure utilizzare un flash come luce di fill-in sul soggetto principale. In generale quando si ha il sole di fronte, ma a volte anche lateralmente bisogna fare attenzione ai riflessi (FLARE), che si presentano come dei lampi di luce nella foto e che possono essere combattuti con i paraluce da montare davanti agli obiettivi.

Controluce;
Controluce con flare;




Gli errori comuni
Aggiornato: 31 Dicembre, 2012