Il referendum è uno strumento di esercizio della sovranità popolare, sancita all’articolo 1 della Costituzione della Repubblica Italiana, e l’esito referendario è una fonte del diritto primaria che vincola i legislatori al rispetto della volontà del popolo.
Esistono 4 tipi di referendum proposti dalla costituzione e quello del 12 e 13 giugno è un referendum abrogativo ( è così classificato quando è utilizzato per abrogare leggi già vigenti e in forza, come in questo caso).
Il voto “SI”, tracciato sulla scheda, indica la volontà di abrogare la normativa richiamata dal quesito referendario.
Il voto “NO”, tracciato sulla scheda, indica la volontà di mantenere la vigente normativa richiamata dal quesito referendario.
In breve i quesiti di questo referendum sono 4:
1) Referendum acqua pubblica: abrogazione affidamento servizi ad operatori privati;
2) Referendum acqua pubblica: abrogazione calcolo tariffa secondo logiche di mercato;
3) Referendum energia nucleare: abrogazione decreto legge 25 Giugno 2008 n°112, convertito dalla legge 6 Agosto 2008 n°133, che promuove la realizzazione di impianti nucleari nel territorio nazionale;
4) Referendum legittimo impedimento: abrogazione di alcuni commi dell’articolo 1 della legge 7 Aprile 2010 n°51, riguardante disposizioni in materia di impedimento a comparire in udienza per processi che riguardano l’interessato stesso.
Per i “NO” si schiera chi accetta, soprattutto per coerenza ad una “logica” di mercato, sia la speculazione sull’acqua (pur sapendo che sia un bene pubblico essenziale per la vita); sia la speculazione sul nucleare (pur sapendo che questo sia giocare d’azzardo con il disastro nucleare a spese del pianeta e delle tasche dei contribuenti); sia la “libertà” di farla sempre franca, in quanto potenti, nei palazzi di giustizia.
Per i 4 “SI” voteranno quei cittadini intervistati che credono in un’Italia pulita, solidale, giusta e libera dai tentacoli anche politici della malavita. Che credono che la giustizia, per essere tale, deve essere assolutamente uguale per tutti, anche per i ricchi e i potenti, e soprattutto per i propri amministratori (presidenti del consiglio inclusi). Cittadini che, previdenti se non per sé, per i propri figli, vogliono vivere in un’Italia al sicuro dai disastri nucleari (la “peste radioattiva”), al riparo delle speculazioni dei pochi sulla vita dei molti. E che reclamano l’acqua come un bene inestimabile, proprietà irrinunciabile di ogni italiano.
Andate e esprimete la vostra idea…